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Noto, capitale del barocco siciliano e patrimonio dell’umanità

Agriblea, 04/02/2016

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Noto, capitale del barocco siciliano e patrimonio dell’umanità 

Noto capitale del Barocco

Noto, capitale del barocco siciliano e patrimonio dell’umanità, ha origini antichissime 2200-1450 a.C..

Noto, anticamente fu anche teatro di una storica battaglia, infatti lungo il fiume Asinaro si svolse la famosa battaglia tra Ateniesi e Siracusani, che si concluse con la sconfitta dei primi, segnando la disfatta della spedizione ateniese in Sicilia e l’inizio del declino di Atene.

Noto, o meglio il Val di Noto, assieme alle altre due valli di Sicilia, ebbe rilevante importanza politica, amministrativa e culturale.

Sul suo territorio insistono la villa romana del Tellaro e la riserva naturale orientata di CavaGrande del Cassibile.
In seguito al terremoto del 1693, fu ricostruita sul colle Meti. Nella costruzione urbanistica della città intervennero diverse personalità, indicate dai documenti e dalla tradizione: dall’ingegnere militare Carlos de Grunenbergh, al matematico Giovanni Battista Landolina.

La città attuale, per come appare agli occhi dei suoi estasiati visitatori, è il risultato dell’opera degli architetti Rosario Gagliardi, Paolo Labisi, Vincenzo Sinatra, Antonio Mazza, dei capimastri e di tutti gli scalpellini, che, durante il XVIII secolo, realizzarono questo eccezionale ambiente urbanistico.

Noto, capitale del barocco siciliano e patrimonio dell'umanità

Noto ospita ogni anno, nella seconda settimana del mese di maggio, la manifestazione dell’infiorata.

L’infiorata di Noto si svolge lungo la via Nicolaci. L’impatto scenografico è stupefacente, su via Nicolaci si affaccia il prospetto barocco del Palazzo del Principe Nicolaci di Villa dorata e in alto fa da cornice la Chiesa di Montevergine.

Nei suoi vicoli, numerosi ristoranti e trattorie offrono le prelibatezze di una cucina antica e aristocratica rivisitata secondo i dettami dello chef.

Amato dai turisti è il tipico dolce, di origine araba, il “biancomangiare” a base di latte di mandorla.

Apprezzato anche il “pane cunzato”, tipico pane locale prodotto con lievito madre, sfornato caldo e condito con il “capuliato” pomodori secchi tritati, olio extravergine di oliva, capperi e origano.

 Autore testo: Corrado Santoro

informazioni su Noto Wikipedia

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